REVIEW – RIVALS – BITSREBEL

KENSINGTON -RIVALS
by Fabio Crovo

I quattro ragazzi del “Kensington olandese” stanno per farsi conoscere anche da noi.
Dopo il loro secondo album Vultures, eccoli compiere un ulteriore passo sotto i riflettori del panorama musicale europeo. Se i primi singoli Streets e All For Nothing difficilmente faranno la loro comparsa sulle frequenze delle radio italiche, l’album Rivals potrebbe dischiudere al gruppo di Utrecht le porte di un successo di nicchia anche nella nostra penisola.

L’inizio pop di Streets è evidente: la grande combinazione di basso, chitarra e batteria incuriosisce su cosa si potrebbe celare nel resto dell’album. L’apertura di All For Nothing sembra preludere maggiore potenza, poi il tutto svolta su sentieri molto più tranquilli. Ed è questo il filo conduttore dell’album. Siamo in quattro, abbiamo talento, i nostri strumenti si integrano alla perfezione, ma tranquilli, non vi stupiremo, non vi sconvolgeremo, sembrano dirci con le altre tracce del disco.

Peccato. Le melodie pop funzionano e restando in questo territorio l’album marcia bene: la voce del cantante Eloi Youssef, seppur eccessivamente sostenuta da sovraincisioni e cori, è piacevole e ci accompagna in melodie sempre orecchiabili. Gli echi di tanti gruppi contemporanei di successo sono evidenti nella loro musica, dai Keane ai Kings Of Leon, ma non lo si può considerare un difetto.
Dopo la simpatica divagazione di War, brano assolutamente fuori le righe rispetto al suono generale dell’album, si arriva alla traccia 8 di Little Light. E qui abbiamo la testimonianza di quello che i Kensington potrebbero essere e purtroppo non sono: nel momento in cui la chitarra travolge ed emoziona l’intero brano si capisce che i ragazzi olandesi sarebbero in grado di seguire strade molto meno ovvie e scontate.
E quando Rivals chiude più che degnamente l’ascolto del loro CD, con un drumming molto particolare a salire, assecondato da una chitarra mai invadente e tastiere dannatamente efficaci, non possiamo non dispiacerci.

Partono e finiscono con il botto, ma nel mezzo scorre un fiume troppo tranquillo.

ON.
Ora sappiamo che l’Olanda non è “solo” tulipani e mulini a vento.

OFF.
Ma la “vera” musica non è lungo fiume tranquillo.

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